Donkey Kong Country

Era dal 1988 che un qualunque personaggio della serie Donkey Kong, non faceva alcuna comparsa in un titolo per console casalinghe, ne tantomento sulla scena arcade.

Bisognava attendere il 1994, quando la software house inglese Rare, che nel frattempo aveva investito nelle pionieristiche tecnologie 3D "moderne", sottopose all'attenzione di Nintendo, un gioco demo simil-3D per la sua nuova console, il Super Nintendo.


La cosa impressionò molto Nintendo, tanto che acquistò buona parte della società inglese, facendola diventare una propria sviluppatrice di seconde parti, dando così vita alla Rareware e al primo gioco "3D" per Super Nintendo.

Potendo scegliere uno qualunque dei personaggi appartenenti all'universo Nintendo, la scelta cadde su Donkey Kong.

Lo sviluppo coinvolse 20 persone per circa 18 mesi, ed il gioco si piazzo al terzo posto come successo di vendite, con 9 milioni di copie vendute, preceduto solo da Super Mario World e Super Mario All-Stars.

L'appetitibilità grafica, fu il cavallo di battaglia di questo titolo, nonché di Nintendo, che ne ben pubblicizò l'uscita sul mercato, sottolineando una presunta maggiore potenza della propria console rispetto alle concorrenti, e contribui a galvanizzare i giocatori.

Il titolo ci porta a vestire dei due amici Donkey e Diddy Kong, alle prese con una banda di coccodrilli pirata, i Kremlings, capeggiati dal re K. Rool, colpevoli di aver saccheggiato la riserva di banane dei due amici.
Attraverso 7 scenari diversi, saremo chiamati ad affrontare tutti i pezzi grossi della banda, sino a grande capo e riprenderci la scorta di banane rubata.

Nel complesso, un semplice platform game di poche pretese, con un paio di personaggi alternabili durante il gameplay e i movimenti classici che ci si aspetta in un gioco di questo tipo, ricco di segreti e oggetti collezionabili per aumentare il divertimento e la longevità.

Essenziale nei contenuti, con power-up relegati a personaggi ausiliari da usare in alcuni livelli, tipo un rinoceronte o uno struzzo ad esempio.

Ognuno con proprie caratteristiche, che permetteranno al giocatore di esplorare più agevolmente i meandri del livello o affrontare alcune tipologie di nemici, purtroppo però, limitati al livello stesso in cui vengono trovati.

Presenta svariati oggetti collezionabili, tra cui  banane, palloncini colorati rappresentanti vite extra e delle lettere dorate, quest'ultime se collezionate tutte entro la fine del livello, comporrano la parola KONG e doneranno al giocatore una vita extra.

Ogni nemico presente nel gioco sarà una trasposizione più o meno cartunesca di un qualche animale o insetto, passando tra vespe giganti, talpe ed avvoltoi ad esempio.

Tra i nemici principali del gioco, troviamo i Kremlings, una razza di coccodrilli umanoidi, la cui scelta non mi sembra essere frutto del caso, quanto più una citazione a quanto visto nel gioco del 1982, Donkey Kong Jr., in cui per l'appunto, il nemico più ricorrente era il coccodrillo.

Donkey Kong Jr.
Anche il barile fa il suo ritorno, diventando uno degli strumenti principali di attacco e difesa del giocatore, oltre che comodo mezzo di trasporto tra una zona e l'altra del livello.

 

Trova spazio il protagonista del primo Donkey Kong, sempre per cavalcare l'onda della nostalgia, pronto a dispensare consigli e raccontare storie sull'era videoludica passata.

I contenuti grafici, oltre a risultare visivamente molto gradevoli, risultano anche generosi nelle dimensioni, avendo personaggi e nemici capaci di occupare quasi un 1/3 dello schermo di gioco, oltre che sacrificare di molto la visibilità del livello durante le partite.

Sicuramente entrambe scelte volute, sia per sfruttare al massimo le potenzialità della console sui giocatori, con un impatto visivo senza precedenti, sia per poter arricchire facilmente il livello di passaggi e contenuti segreti.

Chiunque abbia giocato al titolo, saprà di cosa sto parlando, per tutti gli altri, si parla di livelli il cui design sfiora l'eccellenza, arricchiti da passaggi segreti molto ben nascosti, come anche numerosi oggetti collezionabili.

Ci si potrebbe passare un mese abbondante o più nel cercare di scovarli tutti, cercando così di raggiungere la percentuale massima di completamento del titolo.

Giocato di recente grazie all'amico del blog Zetaserpo, che mi ha prestato la cartuccia, devo ammettere che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla resa grafica presentata, specie su televisore a tubo catodico, soprattutto dagli "effetti speciali" come l'acqua o i giochi di luce, qualcosa che difficilmente ricordo di aver visto in altri giochi per snes.

Le animazioni, come l'aspetto dei personaggi, sono state molto ben curate, pensando soprattuto al fatto che si tratta di fotogrammi montati sulla base di modelli 3D, si nota fluidità e un buon livello di qualità cartunesca, sfumato quanto basta.

Nel comparto sonoro, si trovano ottimi contenuti, le musiche di sottofondo seppur spesso riciclate, sono eccezionalmente orecchiabili ed apprezzabili, azzeccate ad ogni contesto.

Molto azzeccati anche i combattimenti con i boss di fine scenario, nella maggior parte dei casi, rappresentazioni extra large e più agguerrite, di comuni nemici di gioco.

Complessivamente si ha un gioco molto semplice ed essenziale nei contenuti, ma non per questo noioso.
I designer del gioco sono stati in grado di tenere sempre vivo il livello di sfida nei confronti del giocatore e a non rendersi mai troppo banali, rendendo l'esperienza di gioco piacevole anche nel lungo termine.

Il gioco che ha sancito il ritorno sulle scene, di uno degli antagonisti minori di Nintendo
  • Grafica all'avanguardia rispetto ai canoni del tempo
  • Comparto sonoro di eccellenza
  • Design dei livelli e sfida eccellenti

  • Gameplay leggermente essenziale
  • Scarsa presenza di power-up di sorta
Tuttavia, probabilmente sopravvalutato, secondo molti del settore.
Forse per via della sua natura grafica così all'avanguardia rispetto gli standard dell'epoca, o semplicemente per via dell'ottima campagna di marketing effettuata da Nintendo, ma analizzando il gameplay, effettivamente non si trova alcun fattore distintivo che altri giochi non possedevano già, di sicuro un'opinione accettabile.

Di sicuro un'impronta indelebile e positiva nei ricordi dei giocatori l'ha lasciata, e riesce ancora tutt'oggi con le nuove generazioni, anche su chi come me, non è un fan della saga.

Personalmente, considero questo titolo, un gioco da giocare almeno una volta nella vita, e possibilmente possederne una copia nella propria collezione.

Ringrazio gli amici di SNES Planet, che hanno dato la loro benedizione a questo articolo, e vi invito a visitarli se non li conoscete ancora!

2 commenti :

Marco Grande Arbitro ha detto...

E' il videogame che ho giocato maggiormente al Supernintendo!
Dopo 20 anni le dita si muovono da sole sul joypad dello snes

Pix3l ha detto...

Potrebbero dare un nome a questa sindrome :P

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