Rick Dangerous

Prima che la Core Design partorisse quel capolavoro dell'action gaming esplorativo che qual'era Tomb Raider, c'era lui, Rick Dangerous.

Un personaggio il cui nome è anche titolo di un capolavoro del passato, definito scherzosamente da molti come il "padre di Lara Croft".

Un platform game del 1989, pubblicato dalla Rainbird Software e MicroPlay in tutto il mondo, per svariate piattaforme tra cui Amiga, Atari ST, Amstrad CPC, ZX Spectrum, Commodore 64 ed DOS.


Un personaggio che in italiano si potrebbe tradurre come "Rick Pericoloso", la cui figura si rifà ampiamente a quello spericolato personaggio qual'era Indiana Jones, e non ci vuole molta fantasia per capirlo.

Ebbi modo di conoscere questo gioco verso i primi anni 2000, grazie ad un articolo della sezione Time Warp della famosa rivista Game Republic.
Nell'articolo ne si lodavano le caratteristiche "malsane" e febbrili che il titolo riusciva a dare fin dal primo momento di gioco.

Il gioco narra le gesta di un agente inglese, Rick Dangerous, spedito in Sud America per studiare più da vicino una curiosa popolazione indigena.

Destino vuole che l'areo di Rick si schianti in un punto non ben precisato della giungla, dando inizio all'avventura all'interno di un'antica piramide Maya.

L'avventura non darà troppo tempo ai giocatori per familiarizzare con i contenuti di gioco, ne soprattutto con i comandi che agli inizi potranno sembrare la cosa più scomoda del mondo, ma a lungo andare prendendo confidenza con i vari meccanismi di gioco ne si apprezzerà l'efficacia, specie in momenti di totale frenesia.

Il nostro personaggio sarà in grado di compiere le azioni base che ci si aspetta da un platform game, come muoversi orizzontalmente, saltare e talvolta arrampicarsi e  quando si vuole strisciare.
Oltre questo potremmo affidamento su vari tipi di armi per difenderci dai vari nemici di gioco, come la nostra pistola, la dinamite ed un semplice bastone.
Queste ultime saranno utilizzabili tramite combo di tasti, ovvero tenendo premuto il tasto azione parallelamente con una delle direzioni, avremmo modo di utilizzare l'arma che vogliamo.

La pressione del tasto azione e del tasto di movimento verso l'alto, ci permetteranno di usare la pistola, con la direzione verso il basso di piazzare un candelotto di dinamite e le direzioni orizzontali di sfoderare un solido bastone per bloccare il contatto con i nemici in movimento.

I nemici di gioco saranno principalmente umani, che man mano che proseguiremo nei vari livelli di gioco vanteranno un'intelligenza artificiale sempre più raffinata, rendendo sempre più difficile la vita ai giocatori.

Talvolta si avrà a che fare anche con animali, che sfruttati a dovere potranno aiutarci nel sconfiggere alcuni nemici di gioco, per tutto il resto dovremmo continuamente guardarci le spalle e dove mettiamo i piedi per le numerose trappole piazzate qua e la nel livello.

I livelli sono caratterizzati da una cattiveria senza eguali, lo si capisce sin dalla prima partita in cui non avremmo nemmeno il tempo di iniziare a giocare che un grosso masso di pietra ci rotolerà appresso, e nel peggiore dei casi ci farà partire svantaggiati di una vita o due.

Trappole tanto insulse quanto snervanti, capaci di far perdere al giocatore in un soffio, qualunque progresso effettuato nel gioco, che si tratti anche solo del superamento di una manciata di schermate del primo livello!

Se aggiungiamo anche che il gioco non prevede alcuna funzionalità di recupero della partita, continuazione dopo un game over o salvataggio in genere, la cosa diventa totalmente snervante.

Tutto questo ha ottimi risvolti sulla longevità del titolo, specie per quei giocatori che sono alla prima esperienza con l'avventura, nonostante la difficoltà forse eccessiva.
D'altro canto si hanno solamente 4 livelli di gioco in tutto, e dopo qualche ora di pratica in ognuno di essi si riuscirà a sviluppare una qualche tecnica di gioco o migliorarne man mano una e portare a termine senza grossi problemi i vari livelli uno dopo l'altro.


Graficamente il titolo presenta una grafica molto curata e colorita, anche se a seconda della versione si potrebbero avere palette di colori meno ricche e quindi una grafica meno accattivante all'occhio, ma con gli stessi sprite.

I vari personaggi di gioco a vederli potrebbero ricordare nello stile quello di Sturmtruppem, e talvolta anche Lemmings.
I vari livelli di gioco invece, mi ricordano moltissimo quelli del primo Tomb Raider a livello grafico, dettagli e qualità delle texture a parte, le decorazioni in genere sembrano essere proprio le stesse con qualche lieve ritocco, ma comunque a voi l'ultima parola.

Per quanto riguarda l'audio, non si avranno particolari colonne sonore a tenerci compagnia durante l'avventura, solo in momenti particolari come nello schermo dei titoli o del game over.
Questa mancanza è comunque colmata quasi a pieno da un enorme libreria di effetti sonori, uno per quasi tutte le azioni di gioco, eventi e quant'altro, il che mi fa pensare che forse i programmatori volevano risaltare particolarmente questo punto oppure qualche limitazione hardware non ha permesso la convivenza tra i due generi sonori.

Il predecessore di Tomb Raider nei panni di un novello Indiana Jones
  • Un'avventura ricca di azione e divertimento
  • Graficamente molto curato e piacevole
  • Ottima longevità nonostante i 4 livelli di gioco, soprattutto grazie alla difficoltà

  • Da giocare tutto di un fiato, non presenta possibilità di recupero da game over o da livelli di gioco raggiunti
  • Difficoltà di gioco talvolta eccessiva, soprattutto se unita alla mancanza di strutture per il recupero della partita
Un titolo che si presenta in una veste particolarmente scherzosa e parodica, in cui si sdrammatizzano più e più volte le gesta del noto archeologo del grande schermo (quasi ad omaggiarlo) e tutti quei film e giochi più o meno seri d'azione presenti all'epoca.

Qualcosa che giocato ai giorni nostri lo si potrebbe paragonare ad una versione primordiale del primo capitolo della saga di Tomb Raider, tenendo in conto che entrambi i titoli sono stati sviluppati dalla stessa software house, e che ancora oggi viene apprezzato ed omaggiato da numerosi remake e cloni oltre che giochi ispirati come ad esempio Spelunky.

Nel complesso riesce ancora a divertire ed intrattenere tutt'oggi, nonostante l'elevato livello di difficoltà e l'assenza di contenuti che agevolino il giocatore nel completare l'avventura.
Una fama che vive ancora tutt'oggi grazie a numerosi remake per cellulari ed un famoso clone open source, xRick, base da cui sono nati numerosi porting homebrew per le più svariate piattaforme di gioco come Nintendo DS, PS2 e svariate altre piattaforme di gioco più o meno recenti.

Un successo che non lascia dubbi ne scapo, e che sinceramente vi consiglio di lasciarvi travolgere perché ne varrà veramente la pena!

2 commenti :

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

L'artwork fa tanto Strumptrupen :)

Pix3l ha detto...

Magari è ispirato proprio allo stile del fumetto :D Però non ho trovato alcuna voce autorevole al riguardo :]

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