Le riviste del Gamer



Avevo in mente da tempo di realizzare un articolo che riportasse alla memoria di molti gamer, le riviste che hanno caratterizzato la nostra infanzia di possessori di console, oltre che consolidare e forgiare il panorama videoludico nel corso degli anni.
Anche per preservarne il ricordo ovviamente, partendo dalla meta' degli anni 90 fino quasi ai giorni nostri.

Il numero di riviste presenti in edicola, era veramente esagerato, ed io prima di possedere una playstation, non pensavo nemmeno che potesse esistere qualcosa del genere.
Ero convinto che i videogames non avessero abbastanza importanza secondo la mentalita' della gente, per meritarsi una rivista tutta propria, poi ero abbastanza piccolo e quindi relativamente poco interessato alle riviste.
Oltre cio', le riviste ufficiali della Nintendo venivano vendute tramite abbonamento postale prima dell'avvento del Nintendo 64, per quanto possa ricordare, quindi e' plausibile che non le abbia viste in giro.

Fatto sta che in edicola si potevano trovare quasi una ventina di riviste diverse sui videogames, alcune piu' specifiche per una console, altre piu' generiche.
Possedendo una playstation, ho avuto molto interesse per un solo genere di queste riviste, diventadone un avido lettore. I giochi distribuiti sul piu' economico supporto CD, rendevano la commercializzazione e la distribuzione di materiale ufficiale e non, piu' facile e soprattutto di massa, rispetto alle cartucce, piu' ingombranti e costose da produrre.

Si potevano trovare in edicola, riviste con allegato un CD pieno zeppo di giochi in prova, oltre che guide strategiche e anteprime con carrellate di immagini dei giochi di prossima uscita.

Dato che non era l'epoca di internet di massa, per reperire informazioni e soddisfare la propria curiosita' nonche' sete di videogames, ci si doveva affidare alle riviste.
Un mondo parallelo a quei felici possessori di PC che lo preferivano alla console, e gia' abituati da tempo a riviste specializzate a tema.

In Italia, avevamo un ampia scelta di riviste per console in edicola, alcune piu' specifiche su una sola console e altre molto piu' generiche, la prima fra tutte che ebbi modo di leggere, fu 100% Super Playstation Console (abbreviata dallo staff come SPC).

Una rivista dal corpo abbastanza spesso, che ne dava quasi un'aria importante alla stregua di un qualche libricino, per un costo che nel corso degli anni e' oscillato dalle 6.500 lire del 1997, passando per le 7.000 lire del 1999, fino alle 7.500 lire del 2000 come si puo' vedere da immagine.

Era pubblicata e distribuita in Italia da una filiale della societa' americana Futura, gruppo Futura, scritta e gestita da una redazione di sole 8 persone.

Possedevo i primi numeri di questa rivista, regalatami da un amico, che compro' la playstation nei suoi primi anni di commercializzazione.
Attualmente persi chissadove, ho fra le mani solamente il numero 61, del periodo Luglio/Agosto 1999.

La presentazione grafica della rivista era di sicuro eccellente, molto matura e sobria a mio dire, le recensioni forse un po' troppo di parte e basate strettamente sui gusti del recensore, spesso e volentieri di una pagina scarsa, riempita per la maggior parte da screen shot di ogni sorta.

Proprio di questa faziosita', si discute nel numero in mio possesso, dove molti lettori della rivista accusano la redazione di essere poco imparziale nelle recensioni e di essere troppo benevola con un solo genere di gioco (gli rpg) ed apprezzare di piu' i titoli Giapponesi piuttosto che Americani o Europei.

A mio dire piu' che preferenze per un titolo o per un genere, ho notato molta obbiettivita' nei confronti dei prodotti recensiti, criticita' verso i contenuti e verso la qualita' del gameplay, nonche' verso i controlli, anche se forse troppo impuntati verso un solo aspetto talvolta.

La rivista oltre le varie recensioni ed anteprime, presentava ottime rubriche, in cui si trovava spazio anche per argomenti paralleli alla playstation, come talvolta il game programming, l'emulazione, il gaming su PC e interviste ai produttori.
Sezioni che potevano vantare anche quattro pagine di rivista, con molta sostanza e poche immagini a differenza delle recensioni, oltre cio' vi si trovava anche spazio per una sezione trucchi e di annunci di vendita dell'usato.

Una delle cose piu' particolari di questa rivista, era la continua presenza di inserzioni di negozi fra le pagine, ogni due o tre pagine si poteva trovare un rettangolo, per non dire una pagina intera, dedicata ad un qualche negozio di videogames, con prezzi e informazioni per i contatti.
Nessuna rivista per quanto possa ricordare, aveva cosi' tanta pubblicita' di privati fra le proprie pagine.

Fra le mani, successivamente, quasi come un passo dovuto, mi arrivo' il magazine ufficiale della playstation, sempre munito di disco demo, per un costo pressoche' fisso di 14.000 lire.

Visti i costi esorbitanti dei giochi originali per playstation, le demo distribuite con questa rivista erano una manna dal cielo.
Per un costo che si potrebbe dire, inferiore ad un quarto del prezzo di un gioco completo, ci si poteva portare a casa fino a ben 7 giochi in versione demo.

Non che durassero molto le partite, ma per lo meno si riusciva ad ammazzare la noia e a fare buon uso della console, piuttosto che lasciarla li spenta per assenza di giochi.

Talvolta, si potevano trovare giochi completi nelle demo, facenti parte della serie Net Yaroze, giochi indipendenti ed amatoriali, sviluppati con un kit ufficiale della Sony.
Altre volte invece, si aveva la possibilita' di provare qualcosa nel suo stato embrionale, che in una prossima uscita ufficiale avrebbe presentato qualche cambiamento, giusto roba per fanatici direbbero molti, ebbene si!

Fra i vari articoli della rivista, ricordo numerose recensioni, spesso di due o tre pagine, ricche di foto e di contenuti, quasi dei reportage si potrebbe dire.
Difficilmente ricordo di qualche recensione negativa, il che trova senso nel fatto che la rivista sia ufficiale, bisogna promuovere tutto cio' che puo' portare guadagno alla societa', i giochi sono una di queste cose.

Anche qui vi era presente una rubrica dedicata ai trucchi e talvolta alle guide, e raramente articoli tecnici per quanto possa ricordarmi ora come ora.

Una cosa degna di nota, era una loro specie di "truffa", ai danni dei pirati del software per console, spronavano spesso chi acquistasse la rivista, ad inviare il CD demo allegato per posta alla loro redazione, con la scusa che quest'ultimo gli risultasse difettoso.
Non ci vuole una scienza a capire che cio' gli servisse per tenere traccia dei vari possessori di una playstation, la cosa buffa e' che andarono avanti per parecchi anni e io mi chiedevo come diavolo fosse possibile che ogni mese il CD fosse difettato...
Oltre che il prezzo, bevendomi questa storia dei difetti sul CD, questo fu il motivo per cui evitai di acquistare la rivista, un ottimo esempio di come darsi la zappa sui piedi.

Parallelamente, uscirono delle sotto pubblicazioni ufficiali, come ad esempio Playstation Essential e Playstation Tips.

La prima la si potrebbe definire, una versione a basso costo del magazine ufficiale, munita di un disco demo fornito in una comoda confezione di plastica slim (e non di carta!), contenente le migliori demo uscite per l'altra rivista.

La seconda invece, di cui trovate una foto qui accanto, era anch'essa una versione a basso costo dell'ufficiale, a cui venivano sottratte recensioni e anteprime, non che rubriche, per lasciare solo spazio a trucchi e strategie, in un misero numero di pagine, che non so come cavolo sia abbia avuto il coraggio di chiamarla rivista.

Smettendo di acquistare questa rivista, di tanto in tanto mi concessi qualche numero di un alternativa indipendente, PSM.

Si trattava di una rivista americana, portata in Italia da PlayPress e tradotta da un apposito staff, non mi e' dato sapere pero' se vi fossero recensioni originali oltre che le traduzioni.

Il costo di partenza fu di 7000 lire, leggermente piu' alto rispetto ad altre riviste del settore, e caratterizzata da uno stile grafico eccellente e dallo spessore simile a quello di SPC!

Cio' che mi colpi' da subito di questa rivista, fu la copertina del primo numero, ispirata a Resident Evil 2, uno dei miei giochi preferiti di quegli anni, oltre che i vari allegati in regalo.

La rivista era solita ad allegare in regalo, libricini contenenti guide strategiche e trucchi di sorta per un gioco specifico, dalle dimensioni ridotte, in modo da potersi collocare all'interno della confezione del gioco stesso insieme al manuale.
Successivamente, nel corso degli anni, questi allegati furono venduti singolarmente nelle edicole, per un costo di 2.500 lire.

Le recensioni della rivista, lasciavano talvolta un po' a desiderare, leggendole avevo come l'impressione che si trattassero solo di commenti relativi alle foto dell'articolo o frutto di brevissime partite, forse perche' buona parte di quello che andava scritto veniva buttato nelle guide allegate.
Nonostante tutto, riusciva comunque a indirizzare i giocatori verso quei titoli che valeva la pena giocare o per lo meno dare uno sguardo da vicino, una paginetta scarsa per dirti "compralo!".

Fra le varie rubriche, vi erano sezioni di assistenza tecnica per i piu' svariati problemi e domande relative alla console e molte anteprime e reportarge dal paese del Sol Levante, quest'ultimi molto dettagliati e ben realizzati a differenza delle recensioni.

La vera innovazione introdotta da questa rivista, arrivo' nel Febbraio del 1999, quando pubblicarono un numero speciale, soprannominato "La Bibbia dei Codici", al costo di 9900 lire.
Un numero di 98 pagine, fatto di soli trucchi e codici, anche per GameShark, XPlorer ed ActionReplay, senza recensioni o rubriche e pochissima pubblicita'.

Dopo questo numero, smisi di acquistare PSM, non tanto per la qualita' ma quanto per il costo complessivo pari quasi ad un gioco nuovo, oltre che la sbirciavo dal mio compagno di scuola quando gli girava bene.

Sporadicamente, acquistai solo qualche rivista quando ne valeva la pena, magari perche' presentava qualche reportage completo su un gioco a cui ero interessato, come nel caso di PowerStation, di cui comprai un solo numero con una fantastica guida (completa di mappe!) di Resident Evil 2!

Non ricordo molto riguardo la qualita' delle recensioni, ne delle rubriche presenti, ricordo solo che divento' piu' popolare di PSM fra i miei amici una volta che gliela feci scoprire, anche se il prezzo di 9.900 lire era decisamente maggiore a quello di PSM.

Pero' devo dire, la qualita' di quella guida strategica era eccellente, non avevo mai visto niente di piu' dettagliato e ben fatto su altre riviste, posso dedurre che anche gli articoli avessero un buono stampo.

Parallelamente al fenomeno playstation, vi era una cospicua comunita' di gamer amanti della grande N, e potevano vantare anche loro una rivista ufficiale nelle edicole, oltre che una manciata di riviste indipendenti alla strega di PSM.

La rivista ufficiale di Nintendo, trattava non solo il Nintendo 64, ma anche la sua miniera d'oro portatile, il Game Boy, talvolta recensendo titoli di giochi antecedenti al periodo del Color.

Le altre invece uscite leggermente dopo, hanno cavalcato l'onda dell'arrivo del Color, trattando cosi' ben 3 console in una sola rivista, anche se il mercato e l'interesse verso il Nintendo 64 era relativamente scarso rispetto a quello verso la playstation.

Nel frattempo, gli anni passavano e le edicole erano sature di riviste di psx, quasi nessuna dava validi motivi per essere acquistata, poi fece il suo debutto l'Italiana Galaxy Playstation.

Una rivista molto trash e veramente poco professionale, ma dal prezzo molto contenuto, solo 4.900 lire, e dagli allegati molto interessanti.

Spesso regalava stickers per cambiare look alla propria console e talvolta ottimi libricini guida per svariati giochi, spesso divisi in due volumi, oltre che poster di vario genere.

A parte questo, la rivista era terribile, i giochi venivano trattati con una tale mancanza di professionalita' disarmante, spesso confondendo i personaggi di svariati giochi e parlando solo di futilita'.

Vi erano presenti classiche rubriche, come la posta e le news dal mondo playstation, oltre che pagine di trucchi (talvolta non funzionanti!) e recensioni misere, entrambe a cura di Padre Ralph.

Nonostante tutto, era di una simpatia pazzesca, specie l'angolo della posta, la redazione era sempre molto gentile e simpatica in qualsiasi risposta non che articoli, mai commenti negativi o di disprezzo, presentavano solo le cose belle, secondo il loro punto di vista.
In assenza di un pc ed una connessione ad internet, era un passatempo poco costoso per le mie tasche.

Ricordo anche di una rivista molto economica rispetto alle altre, e oltre tutto munita di CD demo, era Next Station.
Per un costo di 6.900 lire, in allegato dava un disco demo, contenente qualche demo giocabile, anche se molto poche rispetto alla rivista ufficiale.

A parte la demo, non ricordo altro di questa rivista, ne la qualita' delle recensioni, posso solo dirvi che la demo in mio possesso presentava 4 giochi ed un video, veramente molto scarsa, ma visto il prezzo accettabile direi.

Cercandola su internet, mi sono imbattuto in una rivista simile, chiamata Next Action, come potete vedere nell'immagine di sinistra.
Un costo di 4.900 lire, ma di cui non so assolutamente nulla purtroppo, mi chiedo come abbia fatto a sfuggirmi.

Fra le altre riviste del settore, un giorno in una fiera di paese, mi cadde l'occhio su una bancarella, vendeva queste e tante altre riviste usate, tra cui una fra tutte, PlaystationForce, di cui acquistai il primo numero a prezzo di copertina, 7.000 lire.

Aveva 6 formidabili guide per giochi come Castlevania Symphony of The Night, Croc, Abe Oddysee, Tomb Raider 2, Street Fighter Ex Plus Alpha e Broken Sword 2, complete di immagini, mappe e strategie per affrontare al meglio il tutto.
Ovviamente le guide erano divise a puntate, vista la vastita' dei giochi.

Non lasciava nulla al caso, estremamente accurata e professionale, e lo si notava anche dalle generose recensioni, intere pagine piene di testo e immagini.

Presentava rubriche molto nerd, riguardo le ultime novita' dal Giappone in fatto di Manga e Anime, oltre che le classiche riguardo le news del settore e trucchi e codici, ed ovviamente essendo il primo numero, nessuna rubrica per la posta.

A parte questo numero al mercatino dell'usato, non ebbi mai modo di vederlo esposto in una qualche edicola, sicuramente era nascosto dalla moltitudine riviste presenti a tema.
Oppure molto probabilmente, la distribuzione della rivista non era uniforme in tutta Italia, un vero peccato...

Molto probabilmente, questa fu una delle ultime riviste a tema PSX italiana che acquistai, ormai ne vedevo sempre meno l'utilita' ed i prezzi dei giochi stavano scendo a livelli piu' abbordabili.

Prima di smettere definitivamente di acquistarne, misi mano su una rivista americana, trovata in un'edicola di una stazione ferroviaria, pagata poco piu' di 4.000 lire se non ricordo male.

Aveva la stessa consistenza e qualita' di SPC, ottima qualita' grafica e d'impaginazione, peccato che non masticassi molto l'inglese da poter apprezzare anche le recensioni.

Una cosa che mi lascio' stupito al tempo, e perplesso a ripensarci ora, fu la pubblicita' di un negozio americano sulla rivista, che vendeva (o forse solamente accettava prenotazioni) Resident Evil per Game Boy Color, evidentemente se ne aspettava l'uscita a breve sul mercato anche se cosi' non fu.

Sara' stato l'anno 2000, il momento in cui queste riviste smisero di affascinare i giocatori, un po' per i costi e un po' perche' erano aria fritta.
Altre riviste a tema, videro la luce a cavallo di quest'anno, quasi con il suo inizio, mentre altre un po' per i costi leggermente ridotti e un po' curiosita' incominciavano a uscire allo scoperto.

Questo e' il caso di Tutto Playstation, Planet Playstation, Playstation Power e La mia Playstation, riviste molto semplici, che basavano quasi tutto il loro successo su allegati in regalo come poster o trucchi e soluzioni per i giochi piu' in voga del momento, a discapito dell'ultima.

La mia Playstation era una rivista uscita nel Marzo 2000, ad un prezzo lancio di 2.000 lire, che non presentava allegati frivoli come poster o altro per attirare i lettori, ma solamente recensioni e trucchi, oltre che continue anteprime dal mondo playstation 2.
Una rivista dell'ultim'ora che ha provato a cavalcare l'onda, cercando di insediarsi come punto di riferimento, finita' ben presto nel dimenticatoio, in favore di Play Generation (Attualmente ancora in commercio).

Come gia' aveva intuito lo staff di PSM, i trucchi e le soluzioni erano le cose piu' ricercate dai giocatori, piuttosto che le recensioni su cui sbavare, anche perche' forse interessarsi di piu' alle recensioni che altro era qualcosa di generalmente piu' nerd.

Il 90% dei possessori di playstation, erano giocatori usa e getta oppure occasionali, non erano sempre alla ricerca della novita' o con la brama di mettere su una collezione di giochi da fare invidia agli amici.

In quello stesso anno poi, la Sony aveva commercializzato la Playstation 2, l'interesse per la console precedente stava andando via via svanendo come l'interesse verso le riviste a tema.

Le riviste di maggior successo come PSM ad esempio, si evolsero e si adattarono ai cambiamenti del mercato, trattando con maggior riguardo la nuova console di casa Sony e sicuramente anche per accapararsi da subito una buona fetta di lettori prima che qualcuno ci pensasse al posto loro.

Le altre invece, neonate o meno conosciute, riuscirono cosi' ad avere una boccata d'aria e sparare gli ultimi colpi, prima di svanire del tutto.
Altre invece andarono un po' controcorrente, parlando bensi' di playstation, ma aggiungendo al loro repertorio anche console di altro genere e generazione, tra cui Dreamcast, Game Boy e PC.

Una di quelle che ho apprezzato di piu' da questo punto di vista, e' stata sicuramente Joypad, per gli amici J.

Una rivista incredibile, distribuita e pubblicata da Edizioni Master al costo di 7.900 lire.

Trattava quasi tutte le console in commercio e oltre, tra cui Playstation, Nintendo 64, Dreamcast, PC e molto altro, con ottime recensioni molto generose e pulite, dando una buona panoramica a 360 gradi al lettore.

Conteneva un buon numero di rubriche, decisamente molto originali e interessanti, tra cui alcune riguardo i giochi arcade ed altre sul retrogaming, senza farsi mancare ovviamente le sezioni trucchi e soluzioni.

Decisamente una rivista di prima scelta, di cui pero' non ho visto molti numeri in edicola, e il cui stile e' stato probabilmente soppiantato dalla successiva e piu' moderna Game Republic.

Questa era una rivista all'epoca, caratterizzata da uno stile grafico unico e dai contenuti decisamente di prim'ordine.

Lo stile grafico ricorda molto la rivista indipendente per psx, PSM, probabilmente perche' distribuita dalla stessa casa editrice.

Era commercializzata in Italia sempre dalla PlayPress, al costo di 7.900 lire, per poi passare ai 4.50 euro dei numeri piu' recenti dei primi anni 2000.

Decisamente un prezzo modico, per una rivista molto corposa e che talvolta si concedeva a qualche regalo di sorta, come magari un cd con le colonne sonore di GTA3 per fare un esempio.

Fra le varie rubriche di questa rivista, quelle che trovavo piu' interessanti erano di sicuro le news dal Giappone e quella chiamata Time Warp, in cui si trattava con molta generosita', di giochi e console del passato, talvolta raccontando di leggende metropolitane e curiosita' di quegli anni per chi se li fosse persi.

Le recensioni un po' come quelle di PSM, lasciavano un po' a desiderare, quasi sempre impuntante sulla resa grafica del gioco e pochissimo sui contenuti, anche se talvolta privilegiavano i contenuti a discapito di gameplay poveri e controlli disumani.

Con il corso degli anni, ha optato per uno stile grafico di copertina piu' sobrio, ridotto proprio al minimo, che non lasciava capire quali contenuti o giochi vi fossero recensiti.
Talvolta queste copertine, erano presentate con una sorta di rilievo, che talvolta poteva essere una console o un eroe di qualche gioco, su una carta lucida e molto resistente a giudicare dai numeri in mio possesso (Conservati benissimo!).

Passato l'interesse per la console di mamma Sony, diventai un felicissimo possessore di Game Boy Color, e manco a dirlo, spuntarono anche riviste per il mio Game Boy Color.

Pubblicata e distribuita dalla ormai onnipresente PlayPress, in edicola si trovava Game Boy Color mania, per un prezzo di 5.900 lire.

Una delle migliori riviste per console, uscite nel corso di un decennio, dalla grafica molto accattivante (o come qualcuno ha osato definirla, "infatile") e vivace, e dalle recensioni decisamente fatte con la testa sulle spalle.

Come ogni rivista che si rispetti, aveva le sue rubriche, prettamente legate al mondo Game Boy Color e Pokemon, fenomeno di massa a cui la nuova console ha dovuto il suo successo.

Nessuna rubrica specifica sul gaming in Japan, come molti a manetta e copiosamente infilavano nelle riviste, solo e solamente giochi, talvolta qualche anterpima, ma restando comunque con i piedi per terra su quanto si potesse trovare in circolo nel proprio paese.

Probabilmente anche perche' in quel periodo, i videogiochi si erano conquistati un posto di importanza nella vita di tutti i giorni, e per una console portatile era difficile che si avessero limiti territoriali decisi dal sistema video, quindi anche piu' facilita' nel smercio mondiale del prodotto senza grossa manutenzione.

Questa rivista e' stata una degna guida per me in quegli anni, nell'acquisto intelligente di giochi per GBC, ogni recensione teneva in conto esperienze di gameplay portate all'esasperazione in termini di gioco e di tempo, non che un secondo parere da parte di un membro della redazione su cui poter riflettere e farsi qualche domanda.

Peccato che svani' cosi' nel nulla senza preavviso, per una volta che trovo una rivista che mi piace...

Silenzio per un bel po' di tempo, fino all'arrivo del Game Cube e di una relativa nuova edizione della rivista ufficiale di Nintendo, oltre che svariate riviste indipendenti, dalla qualita' leggermente mediocre.

La nuova rivista ufficiale di Nintendo, uscita nel Giugno del 2002, ad un costo di 5.50 euro, era eccezionale.

Probabilmente faziosa, questo non lo si puo' mettere in dubbio, pero' se un gioco faceva pena, non avevano problemi a farlo notare.

Aveva anche una fantastica rubrica sul retrogaming Made in Nintendo, qualcosa di cui proprio non riuscivo a fare a meno.

Molto sobria nelle sue rubriche, senza troppe frivolezze, quasi alla stregua di GBC Mania, anche se la dimensione della rivista per un bel po' di numeri, fu veramente spropositata.
Solo dopo qualche mese decisero che forse era meglio dare un formato piu' umano al giornale, in modo che si potesse anche ficcare comodamente su uno scaffale.

Trattava sia di Game Cube che di Game Boy Advance, fino al momento in cui non decisero di realizzare una rivista apposita per quest'ultima console.
Attualmente la rivista continua la sua vita in ambito Wii, mantenendo sempre lo stesso nome e lo stile caratteristico di questa nuova generazione.

Ripercorrendo la storia del panorama videoludico Italiano attraverso le riviste, si nota come queste ultime ne abbiano forgiato l'essenza, ovviamente parlando dal mio punto di vista, che si e' rispecchiato anche in tanti altri miei coetanei nel corso degli anni.

Attualmente le riviste non coprono piu' quell'importanza di "guide maestre" al mercato del videogames e alla sua comprensione, complice l'avvento di internet e di maggiori campagne di marketing che rendono piu' facile rendersi conto da se, di che giochi ci si abbia di fronte, senza dover chiedere a qualcuno.

Dall'altra parte con internet, abbiamo le riviste online e siti a tema (leggasi solo IndieFanMagazine!), a cui ci si affida in caso di dubbio per avere qualche impressione al riguardo.
Di sicuro ci sono state tante altre riviste di videogames, oltre quelle di cui ho discusso, credo di averne dimenticate minimo un paio, oltre quelle di cui proprio ignoro l'esistenza, aime'.

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