L'incredibile disavventura di Mark Discordia

Verso la fine degli anni 80, sulle pagine della rivista ufficiale: Nintendo Power, trovò il suo posto sotto i riflettori, un certo Mark Discordia.
Probabilmente il nome non vi dirà un bel niente, ma la sua storia ha inizio proprio da una semplice lettera inviata alla rivista Nintendo Power, una vicenda interessante per certi versi.


Qui di seguito trovate tradotta la famosa lettera inviata alla rivista:

"Sono uno dei vostri più vecchi Super Giocatori (ho 32 anni), ed ho alcune cose da condividere con voi.
Ho battuto molti dei vostri più difficili giochi, tipo Deadly Towers, Bionic Commando, The Legend Of Zelda, The Adventure of Link, Double Dragon, Milon's Secret Castle e Blaster Master (usando una sola vita).
Ho anche finito Super Mario Bros. 2 in 28 minuti.
Alcuni dei miei punteggi sono:
Double Dragon: 129,310
Hudson's Adventure Island: 132,760
3-D WorldRunner: 316,550
I miei amici mi chiamano Mario, perché io e Mario abbiamo alcune cose in comune: Siamo entrambi italiani e siamo entrambi idraluici!
Mi piace essere chiamato Mario perché prendo i videogames molto sul serio.
Molte persone mi chiamano per avere consigli e trucchi, dico loro, "Non arrendetevi, potete farcela veramente se lo volete!".
Dico anche ai ragazzi di stare lontani dalla droga, perché hai bisogno delle tue piene facoltà per affrontare i nemici dei videogames.
Altri miei hobby sono disegnare fumetti e suonare in una band; Attualmente sto lavorando ad una musica per un gioco."

Un personaggio molto particolare da quel che si può notare dalla lettera, una mente fanciullesca potremmo dire.

La sua disavventura inizia proprio da questa lettera, presa di mira da un celebre comico americano (famoso da loro, ma non da noi), Seanbaby, il quale grazie ad un fan, riesce a mettersi in contatto con il povero Mike e farlo diventare a suo malgrado, una sorta di fenomeno mediatico.

Sul sito del comico, troviamo una pagina apposita dedicata alla vicenda, in cui tra duri commenti ed altro, troviamo un resoconto dettagliato della disavventura del povero Mike, sbeffeggiato dal comico americano per la sua abbastanza evidente ingenuità.

Sbeffeggiamenti a parte, la cosa più interessante di tutto questo, è la testimonianza lasciata da Mark e la sua lettera, che a discapito della vicenda, testimonia come i videogames erano visti e vissuti in quegli anni, specialmente in un paese come l'america, dove sicuramente l'influenza di Nintendo e il merchandising erano sicuramente meglio sviluppati che da noi.
Anche le esperienze di anonimi giocatori, secondo me, fanno parte della storia del gaming.

4 commenti :

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Povero Mark...
Certo che questa storia mostra il pregiudizio che ancora oggi c'è contro i videogame: che vengono reputate cose per ragazzini. Per portuna non come a quei tempi.
Poi ti do ragione, la Nintendo è entrata fin da subito nella nostra cultura popolare.
Ottimo post Pix3l!

Pix3l ha detto...

Grazie :D
Comunque credo che un si siano un po' approfittati della sua ingenuità, o comunque a giudicare dalle risposte che ha dato al comico sulla sua vita sessuale, il suo lavoro etc., non credo che l'avrei preso molto sul serio pure io...
Però, poveraccio :)

Il Grande Rabbino ha detto...

cavolo che storia!
Però boh, non so... può darsi che se non ci fossero stati i videogiochi forse davvero non avrebbe avuto altro di appassionante nella vita. In fondo almeno i videogiochi lo facevano sentire un vincente. Ognuno decide il mondo in cui vuole vivere.

Pix3l ha detto...

Credo che qualche hobby o passione l'avrebbe trovata in alternativa, in fondo dice che per hobby disegna fumetti e suona in una band, magari si sarebbe appassionato in particolare ad una delle due cose.
Rimane il fatto comunque che leggendo tutta l'epopea, tra botta e risposta, non mi sembra una persona molto sveglia, ci credo che poi che ci abbiano calcato la mano le prenderlo il giro...

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