Mystery Dungeon: Shiren the Wanderer DS

Parecchio tempo fa, sulla rivista ufficiale di Nintendo, lessi di un gioco per SNES, un rpg, i cui dungeon erano generati in modo del tutto casuale ad ogni partita.

Il titolo era Torneko no Daibōken: Fushigi no Dungeon (Che tradotto suona tipo: "La grande avventura di Torneko: Mistery Dungeon").
Un gioco sviluppato e pubblicato dalla Chunsoft, figurante personaggi della Square Soft, nonché prima installazione nella serie Mistery Dungeon.

Shiren The Wanderer, è il secondo capitolo della serie Mistery Dungeon, riprende l'eredità lasciata dal precedente titolo, riproponendo le stesse tematiche e meccanismi di gioco, ma offrendo al giocatore contenuti nuovi ed originali.
Il titolo originariamente vide la luce su SNES nel 1995, per poi riproporsi anche su Game Boy l'anno successivo, e fare nuovamente ritorno sulla scena con il DS nel 2008, grazie a SEGA.

Ho trovato questo titolo tra gli usati del GameStop, per soli 8 euro l'Ottobre scorso, e tra scetticismo e dubbio, ho deciso di fare l'acquisto alla cieca.

Graficamente si presentava come uno di quei giochi per SNES che giocavo da ragazzo, insomma, aveva tutta l'aria di essere uno di quei giochi retro che piacciono a me.
Non pensavo minimamente che fosse un porting di un vecchio titolo per SNES, pensavo si trattasse di un gioco finto retro come se ne sono visti tanti in questi anni su DS.
Un po' troppo rilegato alle funzioni proprietarie della console (lo stilo ad esempio), i primi tempi ho avuto difficoltà ad apprezzarlo a dovere.

I meccanismi di gioco, di default quasi interamente basati sull'uso dello stilo, sia per quanto riguarda i movimenti del personaggio, che per quanto riguarda l'interazione con lo scenario e le altre entità, li ho visti come un'enorme pecca a tutto il gameplay.

A primo acchito non ho assolutamente apprezzato l'utilizzo dello stilo, ma per fortuna nelle numerose opzioni a disposizione del giocatore, si può delegare l'interazione con il gioco completamente al controller del DS.

Una volta impostato il tutto sulla base dei miei gusti, e dopo qualche settimana di gioco, ho iniziato ad apprezzare il titolo come merita.

In questa avventura vestiremo i panni di Shiren, un rōnin accompagnato da un furetto parlante di nome Koppa, in un mondo di fantasia ispirato al Giappone feudale, alla ricerca della terra del Condor D'oro.
Un pretesto molto banale, che cerca di dare un obbiettivo ad un gioco basato completamente sulla casualità e la rigiocabilità estrema.

Non è facile ambientarsi in questo gioco, specie nelle prime partite, in quanto ogni avventura comincia dal nulla e si espande in scenari generati in modo completamente casuale ogni volta, pur mantenendo le proprie caratteristiche ambientali e nemici adeguati al livello del giocatore.

Partendo da scenari molto semplici e sbrigativi da affrontare, ad ogni partita avremmo modo di affrontare l'avventura in modo graduale (seppur sempre dall'inizio), ripercorrendo tutti gli scenari di gioco, affrontando i vari nemici in maniera graduale ed equilibrata e raccogliendo eventuali oggetti per il nostro equipaggiamento.
Oppure eseguendo determinati compiti o raggiungendo determinati posti, potremmo contare sull'aiuto di altri personaggi per poter raggiungere in un lampo zone lontane del regno, senza doverle attraversare tutte a piedi, il tutto con relativi pro e contro e a discrezione del giocatore.

Tutto quello che faremo con successo durante l'avventura, avrà riscontri in quella successiva, in caso di perdita.
Ad esempio l'aiutare una qualche persona in difficoltà, o parlare più volte con individui specifici, potrebbe sbloccare eventi nel gioco o anche permetterci di farci qualche amico o compagno d'avventura.

Ogni perdita, comporta la perdita completa degli oggetti raccolti, degli status del giocatore e il ricominciare il tutto dal primo villaggio del regno.

Nonostante la frustrazione che potrebbe portare ripercorrere da capo tutti gli scenari di gioco ogni singola partita, non avendo più esperienza ne alcun equipaggiamento, sapremmo che la volta successiva e anche quelle dopo ancora, potremmo contare sull'aiuto di qualcuno per accelerare i nostri progressi o facilitare un po' l'avventura fino ad un altro punto.
Una cosa più o meno positiva, che dovrebbe rallegrare un po' gli animi, credo...


Tuttavia al giocatore sarà concesso di poter mettere da parte oggetti importanti o semplici duplicati di essi, per le avventure successive, depositandoli in appositi magazzini nei vari villaggi, oppure in appositi vasi dalle proprietà speciali, che in caso di perdita, permetteranno di mantenere gli oggetti in essi contenuti.

Tra gli oggetti di gioco, il giocatore potrà contare su una vasta gamma di spade di vario tipo, mazze, scudi e armature, nonché pergamene e scettri magici da poter usare in battaglia, ognuno con le proprie caratteristiche, spesso nascoste.
Starà al giocatore scoprirne le proprietà, e talvolta magari, informarsi per vie traverse tra i vari personaggi del regno.

Parallelamente troviamo oggetti curativi e cibi, con cui potremmo nutrire il nostro eroe, curarlo o curare gli altri.
Uno degli aspetti più strani e particolari di questo gioco, è il tener conto della stanchezza del nostro eroe, l'usare armi o indossare armature pesanti, potrebbe affaticare il nostro eroe durante l'avventura e renderlo meno efficiente in battaglia, o addirittura portarlo alla morte per fame.
Se non vi ammazzano i nemici, lo farà la fame proprio nel momento più bello della vostra avventura, ve lo assicuro!


Se poi la difficoltà non dovesse essere mai abbastanza, troveremo svariate trappole disseminate qua e la per gli scenari, alcune ci faranno perdere alcuni oggetti in dotazione, altre rimuoveranno l'equipaggiamento in uso, altre ancora incideranno fisicamente sul nostro eroe, rallentandolo, bloccandolo o danneggiandolo, lui o le armi.

Il gameplay a grandi linee, come si può capire, non è molto lineare ne fatto di schemi prefissati, salvo l'interazione stessa tra giocatore e scenario.
Avremmo un gameplay molto simile al gioco degli scacchi, in cui personaggio e nemici si alterneranno una mossa per volta nei vari scenari, muovendoci una casella alla volta proprio come su un'enorme scacchiera.
Niente azione libera alla Zelda, ma combattimenti alternati e in tempo reale sul campo di gioco, tra uno più nemici a seconda dei casi.
Un meccanismo che impone un ritmo molto lento al gioco, ma che si presta molto bene al tutto e dona longevità all'avventura.

Graficamente troviamo una grafica molto curata e carina, qualcosa che probabilmente all'epoca dello SNES avrebbero definito "altamente sofisticata", e che comunque ancora oggi a mio dire, fa la sua porca figura, tanto da invogliarmi a comprare il titolo.

Troviamo personaggi disegnati in modo veramente buffo, compresi i nemici, che in più occasioni si presteranno a qualche smorfia come in uno dei più classici dei cartoni animati giapponesi, parallelamente scenari molto vicini al realismo fotografico in molte occasioni, e spesso vere e proprie opere d'arte in pixel.

Il secondo gioco della più o meno famosa saga Mistery Dungeon
  • Gioco interamente basato sulla casualità, ogni avventura è diversa dalla precedente
  • Grafica ed effetti sonori molto interessanti, molto apprezzabili
  • Include elementi esclusivi per Nintendo DS, tra cui una sorta di multiplayer

  • L'eccessiva casualità e difficoltà di gioco, potrebbero scoraggiare troppo in fretta dal completare il titolo
Nel comparto sonoro non troviamo molta varietà, ma in quel poco che c'è, troviamo effetti sonori e musiche di sottofondo parecchio orecchiabili, nonché di compagnia.
Non si presterà molta attenzione a questi aspetti durante le partite, presi con la testa dalle strategie da adottare o dal caos generato dai nemici intorno a noi.
Non si toglie il fatto comunque, che il tutto sia molto valido, senza alcuna pecca.

Probabilmente per la natura stessa del gameplay nel suo insieme, questo può non essere un titolo adatto a tutti, specialmente a giocatori di generazioni più recenti, non abituati a tutto questo.
La generazione casuale degli scenari di gioco e la rigiocabilità forzata da zero, potrebbero scoraggiare parecchio e non poco, nel proseguire l'avventura, il che rende il titolo non un prodotto riservato a pochi, ma quasi.

D'altro canto troviamo numerose attività parallele da poter eseguire nel gioco, eventi da sbloccare, missioni e quant'altro, che daranno qualche sfizio in più ai giocatori.
Queste attività parallele, non saranno per nulla immediate ne di facile accesso, non si consumeranno così presto, come il gioco stesso, e avranno anche il pregio di portare il giocatore a rigiocare l'avventura più e più volte senza eccessiva frustrazione.

Insomma, per poter apprezzare questo gioco, occorre un po' di pazienza e del tempo da dedicarvici, non si tratta di un gioco qualunque per casual gamer, ne del solito rpg a cui tutti noi siamo abituati.

Il mio consiglio è dargli una possibilità, specie in queste vacanze natalizie potrebbe essere di buona compagnia, poi il prezzo molto contenuto, lo rende un acquisto molto vantaggioso un po' per tutte le tasche.

2 commenti :

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Quando ho letto il post ho pensato anche io allo SNES.
Devo ammettere che non lo conoscevo affatto

Pix3l ha detto...

Nemmeno io lo conoscevo, comprato alla cieca e informato dopo, ho scoperto che ne esiste anche una versione 3D per Wii o.o

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