La sala giochi italiana

Le salegiochi in Italia, hanno visto la luce e la fine in tempi rapidissimi, ed io ero troppo giovane per esserne un assiduo frequentatore e poter avere qualcosa da raccontare.

Per questo motivo ho fatto qualche piccola indagine, o per meglio dire intervista, a chi quegli anni li ha vissuti in prima persona, tra sensazioni e scenari ormai non piu' esistenti.

In questo post cercheremo di ripercorrere la storia del videogame Arcade in Italia, attraverso varie testimonianze e interviste, oltre che piccole esperienze personali, inserite la moneta e partiamo!


Siamo all'incirca alla meta' degli anni 60, l'intrattenimento ludico nei bar era relegato al flipper.

I flipper erano la forma d'intrattenimento principale fra i giovani, file di persone che a turni si concedevano a continui e assillanti "dling-dling", era il principale mezzo di intrattenimento fra amici.
Si poteva quasi sempre in ogni bar, vedere un foglietto contenente i nomi e i record dei vari clienti, attaccato con un pezzetto di scotch sulla parte frontale, nei pressi del segnalatore di punteggio.

Questo ovviamente prima che i flipper si evolvessero ed assunsero' la capacita' di mostrare gli "high-score" e talvolta le prime tre lettere dei nomi, una cosa che comunque molti non comprendevano, e si poteva continuare a vedere il solito foglietto volante appiccicato sul tabellone.

L'avvento del flipper in Italia, come tante altre cose, fu accompagnato da molte polemiche.

Considerato per lo più gioco d'azzardo, ebbe vita difficile nel imporsi sul mercato.
Ne si vietava ogni tipo di vincita, compresa la più comune partita extra, regalata ai giocatori più bravi, oggi ormai prassi di qualsiasi strumento videoludico da bar.

Queste limitazioni solo italiane, permisero tuttavia la nascita di compagnie nostrane, dedite alla costruzione di flipper a norma di legge, tra cui i piùfamosi e diffusi, gli Zaccaria.


Tra gli anni 70 e gli 80, cominciarono a giungere le alternative videoludiche al flipper, i primi cabinati arcade cominciavano a fare il loro debutto nei bar di tutta Italia, e bene o male anch'essi accompagnati dalle solite e immancabili polemiche.

I nuovi giochi arcade, suscitavano quasi lo stesso fascino del flipper, ci si poteva trovare circondati da mille sguardi curiosi durante una partita a Space Invaders o Pac-Man, e alla fine assistere in silenzio alla tabella dei punteggi con le solite 3 iniziali del giocatore.

Il foglietto svolazzante ormai sembrava essere solo un ricordo, si capiva molto piu' facilmente che non sarebbe servito più a molto.

Il costo di ogni partita era di 500 lire, circa 25 centesimi di Euro, il che fa sorridere pensando che in America il costo era di 25 centesimi di dollaro, una curiosa coincidenza :)

Con il tempo, crebbe il successo e l'interesse verso questi cabinati, tanto che qualcuno deve aver pensato di poterci fare parecchi soldi, ed evidentemente cosi' fu. Nacquero le prime sale giochi.

Locali molto vicini alle sembianze di un bar, talvolta ci si poteva concedere una bevanda o uno snack, ma la loro funzione principale era quella di offrire intrattenimento videoludico e non ristoro occasionale.

Nei primi anni di vita ci si poteva anche incontrare qualche famiglia, e di tanto in tanto qualche ragazzino con gli amici, erano posti abbastanza puliti e ben frequentati.

Poco illuminati, probabilmente per non creare fastidi di riflessi vari sugli schermi dei cabinati, e ricchi di ogni sorta di gioco, anche novità d'importazione nelle migliori.

Verso circa la meta' degli anni 90, le sale giochi persero' il loro fascino originario, e cominciarono una lunga degradazione progressiva.

Non ci si andava più per il semplice e puro divertimento, i soldi venivano spesi in droga e altre porcherie simili, stando alle testimonianze di chi c'era.

Molto spesso si sentiva di retate della polizia in borghese sui giornali o di allarmismi lanciati dalle associazioni religiose, per sensibilizzare sul fenomeno della droga tra i giovani in questi luoghi di "culto".

Nella mia citta' erano tantissime verso la meta' degli anni 90, ne ricordo alcune grandi quanto due locali tipo, le piu' famose e ben avviate vantavano pure un'insegna con il nome, del tipo Pachinko o semplicemente Arcade, nomi ripresi senza troppa fantasia dai prodotti che offrivano.

Quelle meno famose o in voga, erano dei semplici locali rettangolari e stretti, come dei corridoi, nel quale si poteva trovare giusto un flipper ed un paio di cabinati.

Spesso aperte anche il sabato sera, quasi tutti i pomeriggi affollate di gente fino a fuori, dove si potevano vedere i soliti ragazzi con il bomber e l'orecchino, fumare come ciminiere ed avere all'apparenza appena 16 anni.
Una figura che non incuteva molta fiducia a dirla tutta, e già si capiva che tipo di gente frequentasse certi posti.

Molte sale giochi e distributori di cabinati e flipper, per tutelarsi da fenomeni di commercio di droga e altro, cominciarono a distribuire sul mercato delle versioni a moneta proprietaria.

Si andava al bancone dal proprietario della salagiochi e si acquistava la "moneta del caffè", come la chiamo io.
Ogni moneta costava 500 lire, proprio come il costo di una classica partita, alcuni addirittura facevano delle offerte del tipo 500 Lire per 3 gettoni e cosi' via, altri invece gonfiavano i prezzi del singolo gettone.

L'iniziativa sembro' avere successo, ma di conseguenza si vide anche un brusco calo della clientela ed un aumento dei fenomeni di vandalismo e aggressioni.
I soliti stronzetti che non avendo piu' molto da fare, per passare il tempo, oltre che a disturbare le partite degli altri, ne rubavano pure i gettoni con la forza.

Con l'avvento delle console per videogiochi come Super Nintendo, Neo Geo MVS e Playstation, ben presto chi voleva solamente gustarsi un buon gioco, comincio' ad abbandonare le sale giochi, e di conseguenza ne decreto' la fine.

Eppure in mezzo a tutto questo trambusto e malavita, qualcuno riusciva anche a trovare il tempo di giocare, oltre che l'interesse.

Stando alle testimonianze che ho raccolto, pare che il titolo piùgettonato fra tutti era Out-Run della SEGA, seguito dai giochi light-gun in genere e quelli di simulazioni automobilistiche in genere, con volante e pedali.
 
Verso la fine degli anni 90, era ancora presente qualche sala giochi in città, si trattava per lo più di piccoli locali con un massimo di 4 cabinati esagerando, di cui talvolta uno multigioco.

Il titolo che trovavo più spesso in giro era Ghost Pilots, e in generale sempre sparatutto con aerei e astronavi, raramente qualche simulatore di calcio.

Cominciavano a spuntare come funghi i Bowling, dove ancora oggi si possono trovare svariati cabinati e flipper.
Uno dei più forniti che io ricordi, alla sua entrata presentava un lungo corridoio, dove non esagero se vi dico che c'erano almeno 100 cabinati tutti in fila, con almeno un giocatore per ognuno!
 C'erano versioni arcade di Sonic e Super Mario Bros. 3, oltre che gli immancabili Virtua Fighter, SEGA Rally e altri giochi della "nuova generazione".

Le vecchie sale giochi ormai svuotate, rifornivano questi nuovi locali, che sembrano rispecchiarsi nelle descrizioni delle vecchie arcade, ma decisamente più sorvegliati e puliti.
Parallelamente anche qualche bar veniva rifornito da qualche cabinato a buon prezzo, presto soppiantati dagli ormai onnipresenti videopoker.

I vecchi cabinati degli anni 90, stando a fonti del settore, pare siano stati tutti sparpagliati nei vari paesi africani e dell'est, e qualcosa anche in quelli asiatici, come la Korea, in ogni caso pare che per il 90% di loro, si sia optato per la distruzione completa.

Attualmente ai giorni nostri, questi cabinati non vengono quasi più prodotti, salvo rare eccezioni per  le serie più gettonate e consolidate, come Tekken o The House of The Dead, e qualche cabinato multigioco da parte di quelle compagnie del settore che producono gli attuali videopoker, ma si tratta di rare eccezioni.
Questi cabinati si possono trovare in qualche sala d'attesa di qualche grossa catena cinematografica oppure sale giochi per famiglie in qualche grosso centro commerciale, bowling e raramente in qualche bar.

Si ringrazia l'amico Sandro, per la collaborazione alla stesura di questo post.

4 commenti :

Felice Sallustio ha detto...

Fino a un pò di anni fa (2003 o 2004) andavano per la maggiore nel paese mio cabinati tipo Metal Slug o quelli multigiochi (in cui potevi gustarti giochi del calibro di Neo Turf Masters e/o Cadillac And Dinosaurs). Però bisogna pure dire che anche programmi tipo il MAME e il MESS hanno contribuito un pò al declino dei cabinati...

Marco Grande Arbitro ha detto...

Vero! Sono pressapoco così...
Ricordo che l'ultima sala giochi della mia città in più aveva Tekken 3 fisso, Mortal Kombat 3, Is Pro Evolution.
Poi fallì....

Pix3l ha detto...

Qui c'e' una salagiochi, in cui una volta c'era un cabinato MAME, ed ogni sabato che potevo andavo a farci una partita, ora l'hanno tolto per ficcarci un videopoker... In compenso pero' ne ho trovato un altro in un bar. Qualche videogioco lo trovo anche nella sala d'attesa del cinema, ma decisamente poca roba...

Pix3l ha detto...

@Felice
Non credo che sia tutta colpa del MAME, alla fine le console domestiche ti permettevano di giocare anche ai titoli della salagiochi senza spendere una lira, e' stato questo il vero problema. Con tutti i soldi che spendevi alla macchinetta, ti ci compravi proprio il gioco e te lo giocavi senza spendere piu' del dovuto.

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