Topolino e le sue avventure


Insieme ad Alien Trilogy, questo fu uno dei primi titoli disponibili per Playstation, uscito l'anno seguente alla commercializzazione della console in Europa, nel 1996 ad opera di Traveller's Tales.

Si tratta di un remake del titolo Mickey's Wild Adventure, uscito qualche tempo prima per console quasi SNES, Mega Drive e Sega CD, restaurato graficamente e ne contenuti audio.

Il gioco riprende alcuni dei più famosi cartoni animati Disney, con protagonista Topolino, riproponendoli in chiave videoludica a mo di platform game.

Passando per cartoni storici quali Steamboat Willie, Bongo e i tre avventurieri e tanti altri, permettendo al giocatore di rivere la storia di questi corto e lungometraggi da vero protagonista, interagendo con le varie scene dei cartoni e i loro personaggi.


Il gameplay è molto semplice ed essenziale, presenta un personaggio capace di saltare ed attaccare i nemici con apposite biglie, oltre che aggrapparsi e spingere alcuni degli oggetti di gioco, ma incapace di correre.

Il tutto si presta molto bene all'azione di gioco, costituita principalmente da nemici dalla logica poco elaborata ma presenti in gran quantità.

Si può parlare di comportamenti ripetitivi e costanti con cui misurarsi, che dopo qualche partita non si farà difficoltà a comprendere, anche se talvolta l'esito di certi comportamenti potrebbe dare origine ad attacchi molto casuali e difficili da fronteggiare il più delle volte.
Ad esempio alcuni nemici potrebbero lanciare nei loro paraggi, svariati oggetti dannosi per la salute del personaggio, in direzioni e velocità casuali, mettendo in serie difficoltà in giocatore.

Oltre questo aspetto, troviamo anche una struttura dei livelli sempre più complessa man mano che si prosegue nel gioco, presentando talvolta più di una strada da proseguire per il giocatore, quasi sempre distinte tra una facile e ricca di bonus, ed una difficile e ricca di nemici.
Quasi sempre sarà più facile imboccare la seconda, piuttosto che avere fortuna di catapultarsi nella prima.


Alcuni livelli saranno invece presentati in finto 3D, con il protagonista intento a correre incessantemente verso di noi, inseguito da un qualche nemico del livello precedentemente giocato, e nel frattempo richiamandoci ad evitare eventuali ostacoli e raccogliere i vari bonus per darci un lieve sprint.

La storia di Topolino rivisitata da protagonisti attraverso i suoi cartoni
  • Ottima grafica, frutto di un restyling dal passato
  • Ottimi effetti sonori e musiche
  • Buona longevità
  • Difficoltà di gioco a buoni livelli, per nulla frivola

  • La difficoltà di gioco potrebbe sfociare facilmente in noia
Nonostante la semplicità del gameplay e la ripetitività dei nemici, il gioco riesce ad imporre un certo livello di difficoltà non indifferente, richiedendo spesso di rigiocare lo stesso livello più e più volte prima di poter raggiungere un livello accettabile di competenza nel gameplay.
Di certo giova alla longevità del tutto, ma non alla pazienza, che dopo qualche partita potrebbe esaurirsi del tutto.

Graficamente si presenta in una veste restaurata rispetto alle edizioni per altre console, una vera festa per gli occhi, anche per chi non ha mai visto i titoli antecedenti a questo.
Disegni morbidi e molto vicini alla qualità dei cartoni, con colori vivaci e freschi, come anche le musiche di accompagnamento.
Motivetti interessanti e orecchiabili, come anche i vari effetti sonori del gioco.

Nel complesso si tratta di un platform game senza troppe pretese, di buona durata e dalla difficoltà abbastanza alta, adatto ad un pubblico di qualsiasi età.
Ricordo che fu un titolo molto gettonato anche tra il pubblico femminile, a cavallo tra il 1997 e il 1998, apprezzato in modo particolare per il suo impatto visivo più che per il gameplay, quest'ultimo era motivo di schermo da parte di molti giocatori abituali della console, poco pazienti e poco propensi a fronteggiare la difficoltà del titolo a pieno.

Personalmente ho apprezzato molto il titolo in passato e lo apprezzo tutt'ora, ritenendolo uno dei pochi giochi degni di essere definito tale, ed anche un'importante presenza per la psx, come eredità di una mentalità passata, in cui giochi erano pensati per essere difficili ma divertenti, e non semplici passatempi come spesso succede.

9 commenti :

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Io odiavo questo gioco...
Ok, giocandoci uno manteneva una voglia di finirlo...
Ma era di un difficile che mi sfastidiava in una maniera assurda!
Forse... lo trovavo anche troppo macchinoso

Matt5150 ha detto...

C'hoggiocato!
Era abbastanza carino, anche se molti livelli erano quasi uguali, per esempio quelli in cui eri inseguito.
Una volta il gigante, una volta un alce infuriata...

Pix3l ha detto...

@marco
Ti capisco benissimo, l'ho ripreso in mano dopo 15 anni circa, ma non lo ricordavo così dannatamente difficile! XD
Non ho nemmeno cercato di finirlo di nuovo a questo giro :]

@Matt
Vero, quei contenuti per quanto ne sono era semplicemente degli extra esclusivi per la versione psx.
Avrei di granlunga preferito qualche livello extra per il gioco standard a sto punto...

S.E.E.P. ha detto...

Bellissimo quanto difficile. Graficamente rimane un piccolo capolavoro. Un gioco divertente e sperimentale, assolutamente da giocare.

Pix3l ha detto...

Oddio, di sperimentale non so cosa ci sia nel mucchio XD
Però è vero, è un piccolo capolavoro per il suo genere, non mi vengono in mente altri titoli che possano compararsi con un senso a questo :]

S.E.E.P. ha detto...

Bè, ritengo il level design molto particolare e sperimentale, aveva delle piccole chicche nascoste qua e la in ogni stage! ^_^

Pix3l ha detto...

Continuo a non capire che intendi per sperimentale...
Non era innovativo ne altro, era un platform senza troppe pretese...
Comunque, ognuno ha la usa :]

Il Grande Rabbino ha detto...

UHHHH quanto mi manca questo gioco!!

Pix3l ha detto...

I giochi ben fatti lasciano sempre un po' di nostalgia, Rabbino :]

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